Ho seguito ieri (e partecipato) al dibattito che si è svolto su Twitter con la partecipazione del senatore Monti (@SenatoreMonti) che ha risposto ad alcune (poche) delle numerosissime domande poste dalle persone in rete. Subito dopo alcuni autorevoli personaggi hanno commentato l'evento. Positivo quello di Riccardo Luna, secondo il quale, Monti si è dimostrato il più innovativo dei candidati, negativa quella di Arianna Ciccone, che non ha apprezzato il fatto che Monti abbia risposto solo a persone (o istituzioni) in grado di influenzare il pensiero e non ai semplici cittadini.
Dal mio punto di vista l'utilizzo di twitter da parte di Monti (o come immaginiamo, del suo staff) è servita non tanto a catturare o a spostare voti, ma a raccogliere impressioni, giudizi, parere, commenti, domande da parte di un nutrito gruppo di cittadini, ben alfabetizzati relativamente alle nuove tecnologie e ai social media, che gli torneranno utili nel prosieguo della campagna elettorale per orientare i suoi discorsi, i suoi programmi, le sue promesse. I cittadini che ieri erano su Twitter (io compreso), volenti o nolenti, hanno dato una mano al professore a capire gli umori del paese e tutto ciò in forma gratuita utilizzando solo un'ora del suo tempo.

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