21/12/12

Richard Smith, Gianfranco Domenighetti e la Slow Medicine

Richard Smith è una persona molto conosciuta in ambito sanitario. Soprattutto per la sua visione dell'organizzazione della sanità vista in termini di maggior sobrietà e orientata a produrre salute, a erogare una migliore assistenza ai pazienti in un'ottica di efficacia. Ha potuto diffondere le sue idee attraverso uno dei mezzi più autorevoli, il British Medical Journal, di cui è stato direttore fino al 2004. Un altro autorevole personaggio che si occupa da una vita di sanità, soprattutto per quanto riguarda la salute e gli aspetti economici è Gianfranco Domenighetti, che mi onora della sua amicizia e di cui ho parlato varie volte nel blog (vedi quiqui e qui).
Perché ho parlato di questi due personaggi? Perché hanno avuto occasione di incontrarsi recentemente a Bologna in occasione di un Convegno organizzato in memoria di Alessandro Liberati, fondatore di Cochrane Italia, recentemente e prematuramente scomparso. In tale occasione Domenighetti ha tenuto una apprezzata relazione che Richard Smith ha recensito e commentato nel suo blog. Di seguito la traduzione in italiano dello scritto di Smith.



17 dicembre 2012 

I sistemi sanitari sono caratterizzati dalla complessità, dall’incertezza, dall’opacità dalla scarsa possibilità di misurazione, dalla variabilità del processo decisionale, dall’asimmetria dell’informazione, dal conflitto d’interessi e dalla corruzione. Tutto ciò costituisce una “scatola nera” ed è incontrollabile, ha detto Gianfranco Domenighetti dell'Università della Svizzera Italiana al Convegno “La Sanità tra Ragione e Passione” tenutosi a Bologna. L’iniziativa aveva lo scopo di celebrare la vita e l'opera di Alessandro Liberati, fondatore del Centro Cochrane italiano, scomparso lo scorso anno.

Solo l'11% di 3.000 interventi sanitari è sostenuto da prove di efficacia, ha detto Domenighetti. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dimostra che un terzo delle attività effettuate nel sistema sanitario degli Stati Uniti non produce alcun beneficio. La metà degli interventi di angioplastica non sono necessari. La corruzione nei servizi sanitari dell’Unione Europea vale circa € 153 milioni al giorno. Quattro quinti dei nuovi farmaci prodotti sono copie di vecchi farmaci. Gli screening “creano” malattie del tipo del carcinoma duttale in situ. La maggior parte dei medici (80-90%) hanno preso tangenti da aziende farmaceutiche, anche se molti di essi non considerano penne e pranzi gratuiti e viaggi agevolati come tangenti (ma se non sono tangenti, cosa sono?). Tra il 15% e il 40% di articoli in riviste mediche sono scritto da autori ombra (ghostwriter). Metà dei risultati delle sperimentazioni cliniche non vengono pubblicati, e ci sono errori sistematici nei confronti dei risultati positivi, che suggeriscono che i trattamenti, di solito farmaci, appaiono più efficaci e più sicuri di quello che in realtà sono.

Eppure, in questo contesto, oltre quattro quinti delle persone nella maggior parte dei paesi ritiene che la medicina sia una "scienza esatta o quasi esatta." In uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, quasi il 90% dei pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica pensano, in modo erroneo, che la procedura sarebbe servita a ridurre la probabilità di avere un attacco di cuore. Alla domanda su vari scenari, quasi la metà dei cardiologi intervistati avrebbe continuato a intervenire con angioplastica coronarica anche pur essendo convinti che non fosse di utile per il paziente.

È tempo di aprire la scatola nera della sanità, sostiene Domenighetti. Uno dei modi possibili per farlo è sostenere la "cultura della salute" ma Domenighetti pensa che questo è un modo di mettere "vino vecchio in bottiglie nuove." Abbiamo bisogno, ha detto, di favorire un sano scetticismo nei confronti del mercato della medicina e di aiutare le persone a capire che la medicina è ben lungi dall'essere una scienza esatta. Dovrebbero essere pubblicate informazioni riguardanti la variabilità delle pratiche, la corruzione, i conflitti di interesse. Dovremmo spiegare che la salute dipende in gran parte da fattori esterni al sistema sanitario. E ai cittadini dovrebbero essere messi a disposizione strumenti pratici, come la possibilità di accedere a informazioni sostenute da prove di efficacia, per promuovere la loro autonomia.

Domenghetti ha concluso il suo intervento segnalando la campagna Choosing Wisely attivata negli Stati Uniti, in cui le associazioni professionali sono impegnate a identificare gli interventi di poco o nessun valore. Una campagna simile ma di maggiore ampiezza è in corso di sviluppo in Italia da parte di Slow Medicine è in corso in Italia, e ho pochi dubbi che la slow medicine, così come lo slow food e lo slow lovemaking sia il miglior tipo di medicina per il 21° secolo.

Abbiamo bisogno di allontanarci da quella che Ivan Illich chiama l'arroganza della medicina.

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