09/10/12

Ernesto e John

Il 9 ottobre ricorre l'anniversario della morte di Che Guevara e quello della nascita di John Lennon: due personaggi che hanno caratterizzato il XX secolo e che hanno lasciato la loro impronto pur avendo vissuto, ciascuno, solo circa 40 anni. Li ricordo con i brani dedicati a loro dallo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano.


1967 Higueras: Le campane suonano per il Che
Morì nel 1967 in Bolivia perché non riuscì a prevedere il quando, il dove e il come? O non morì affatto, da nessuna parte, perché non sapeva che cosa volesse dire nonostante tutti i quando e i dove e i perché?
Credeva che ciascuno dovesse difendersi dalle trappole dell'avidità senza mai abbassare la guardia. Quando era Presidente della Banca nazionale di Cuba, firmava le banconote con il nome "Che," per prendersi gico del denaro. Per amore del popolo, disprezzava gli averi. Pensava che il mondo in cui "avere" ed "essere" avevano lo stesso significato fosse malato. Non tenne mai nulla per sé, non chiese mai nulla. 
Vivere è donarsi, pensava; ed egli dono sé stesso.  (Eduardo Galeano - Il secolo del vento)




1980 New York: Lennon
Una camicia appesa a un tetto scuote le maniche. Il vento piange. L'urlo di un'ambulanza che corre lungo le strade si unisce ai rumori e alle grida della città. In questo giorno sporco a Manhattan, John Lennon, innovatore musicale, è stato assassinato. Non desiderava né vincere né uccidere. Non era d'accordo che il mondo dovesse diventare un mercato finanziario o una caserma. Lennon stava ai margini della strada. Cantando o fischiettando in modo distratto, osservava le ruote degli altri che giravano in modo vertiginoso e che andavano e venivano fra un manicomio e un macello.  (Eduardo Galeano - Il secolo del vento)

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