12/10/12

Cieli bui e isole vuote



Qualche mese fa passeggiando di sera in città, guardavo le luci delle strade e dei negozi e, dentro di me, mi sono chiesto, con una certa inquietudine, come sarebbe stato il panorama se, a causa della crisi economica, molti negozi fossero stati costretti a chiudere e quindi tutta la città fosse stata più buia. So bene che ci sono associazioni che combattono l'inquinamento luminoso, anche se non mi pare che l'illuminazione di una città non si configuri in termini di inquinamento. In ogni caso a tagliare la testa al toro ci ha pensato il governo che, nell'ultimo decreto, ha previsto una consistente riduzione dei consumi pubblici di energia elettrica per conseguire, dicono, dei notevoli risparmi che serviranno a permettere ai numerosi componenti della cosiddetta "casta" di mantenere i propri esagerati e immeritati privilegi.
Per quanto riguarda i presunti risparmi, poi, la riduzione dell'illuminazione delle città produrrà, sembra, un aumento degli incidenti stradali e una diminuzione della sicurezza su cui si era tanto discusso e investito piazzando telecamere in ogni dove che, in mancanza di luce, diventeranno poco utili, per non parlare degli effetti depressivi sulle persone.
Non da meno del governo italiano è la cosiddetta troika (formata dai rappresentanti della Banca centrale europea, dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale) che, fra le misure di risanamento pensate per la Grecia, ha introdotto l'evacuazione delle isole con meno di 150 abitanti perché, immagino, diseconomiche. Non faccio alcun commento nell'attesa che in Italia venga proposta l'evacuazione dei paesi troppo piccoli.

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