06/06/12

Politweet

Sono un utente appassionato di Twitter che considero, fra i social network, il più interessante e utile. Una delle caratteristiche, peraltro comuni ad altri strumenti, è quella di essere antigerarchico. Tendenzialmente ogni persona può rapportarsi alla pari con chiunque sia presente su Twitter. E su Twitter si trovano persone comuni che esprimono i propri pareri e le proprie opinioni sugli argomenti più disparati. Ma si trovano sempre di più personaggi noti come giornalisti, scrittori, ma anche (sempre di più) politici.
Molto spesso mi capita di interagire con altri utenti e quindi anche con i politici presenti su Twitter. Ho avuto modo di notare che le persone comuni rispondono quasi sempre ai tweet, mentre i politici non lo fanno quasi mai. Perché? Le risposte che mi sono dato sono due: o i politici devono interagire con troppe persone e non riescono a star dietro al flusso dei tweet o (più probabile) perché altre persone twittano per conto loro. A mio avviso non hanno capito due cose: la prima che un account Twitter è personale come un telefonino e la seconda (più importante) che è uno strumento bidirezionale fatto apposta per favorire l'interazione delle persone. Temo che i politici vedano Twitter come una forma moderna di "comizio" dove uno parla e gli altri ascoltano. E questo uso sbagliato e distorto dei social media contribuirà, si spera, alla loro emarginazione.  

Nessun commento: