| Questo è il ritratto del primo Little people che ho visto (by Adriana P.). |
Ho cominciato il mio Murakami con l'entusiasmo che da sempre mi accompagna tutte le volte che attraverso la soglia del mondo-libro.
Quando sono “entrata” non ho trovato nessuno che mi indicasse una strada. Inizialmente, oltre a non riuscire ad identificarmi con nessuno dei personaggi, e la cosa debbo dire mi incuriosiva parecchio, mi sfuggiva la visione d'insieme: non trovavo la chiave.
Eppure la porta si era aperta. Così ho camminato.
Sentivo un certo disagio però.
Debbo confessare di essermi lasciata andare al delirio interpretativo a metà strada, non risparmiando i circoli ermeneutici, le scatole cinesi e le matrioske russe.
C'era troppa carne sul fuoco e troppo fumo.
Due storie parallele, l'una figlia dell'altra e due lune nel cielo per non confondere i mondi: l'individuo, in una crescita che non si arresta con il raggiungimento di una età adulta, non segue mai percorsi lineari.
I Little people, come i "bisogni", il ventaglio delle scelte, le possibilità, non sono né buoni né cattivi. La differenza non la fai neanche tu a scelta conclusa o a possibilità colta, perché un nuovo flusso fagocita il tutto nel calderone della vita.
Il Leader è un catalizzatore momentaneo del flusso energetico che fa “incontrare” o “allontanare” gli uditori.
È la sua figura che ti invita all'abbandono di una concezione manicheista dell'etica e del mondo.
Il paese dei gatti, il mondo del non-risolto è quello più vero contenuto nel libro. Esso stesso è una crisalide gigantesca.
Ho sentito allora la necessità di disegnare, ancor prima di Tengo, tutto quello che veniva appena descritto. Ed è qui che è successo il fatto strano.
Io la crisalide l'ho vista.
Come tutti l'avevo solo dimenticata.
Quando ho fatto il bozzetto dei Little people inferiori ai 50 cm. ( perché quelli più grandi non ci sono e gli adulti difficilmente li vedono), li ho immaginati con gli occhi dalle pupille grandissime ed imbrattati di piume. Perché, come ho scoperto alla fine, quando loro tessono la crisalide, lo spostamento d'aria provoca un miscela di pulviscolo e residui vari tra cui piume e foglie secche: gli scarti delle metamorfosi avvenute.
Soltanto alla fine la crisalide viene descritta. Come una nocciolina americana imbrattata di piume. Ristretta al centro.
Io è così che l'ho fatta, solo un po’ più affusolata.
Poi le pagine del libro sono finite. Io non ho sentito il senso d'incompiutezza della storia e la mancanza del terzo libro che ancora deve essere pubblicato. Io so come non finisce, si tratta solo di aspettare se ho visto di nuovo giusto.
Adriana P.
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