07/01/12
Provincialismo
Oltre all'ignoranza, in Italia è molto diffusa l'incapacità cioè di avere una visione ampia della realtà soprattutto in tempi in cui la diffusione delle informazioni permette di farlo con un certo agio. In questo modo si potrebbero venire a conoscere delle situazioni e dei contesti inaspettati come quello che ha raccontato Federico Frascoli in un commento ad un post dell'economista Michele Boldrin sulla situazione economica in Italia.
In Australia, dove vivo da 7 anni (sono anche Australiano), le tasse sono progressive tra il 30-40% e la GST (IVA) è al 10% - e fu introdotta dal governo conservatore con non poche polemiche. L'ATO (Australian Taxation Office) è efficientissimo, lo stato ti rimborsa nel giro di 2 settimane quando fai la dichiarazione dei redditi, e le procedure sono relativamente semplici (al punto che se sei un dipendente con una situazione fiscale non complessa puoi fare tutto online con un programmino che scarichi che si chiama e-tax). D'altra parte, se evadi vai in galera e ci stai. In genere i reati fiscali sono più puniti di quelli violenti e - a mio modo di vedere - con giusto giudizio. Se sei un evasore totale fai un danno alla collettività ben maggiore di chi commette un furtarello da 10,000 dollari in casa o spara alla nonna rincoglionita. Quest'anno mi sono sbagliato a dichiarare degli interessi su un conto bancario e, per 200$, mi hanno fermato la pratica per 12 settimane. Sono stati tutti gentilissimi, non vessatori, ma hanno voluto sapere tutto, e a ragione. Visto che è stato un honest mistake, nessun problema. In aggiunta, l'ACCC (che è un organo indipendente che tutela i consumatori) ha il potere di mettere sotto controllo QUALUNQUE telefono senza avviso per controllare che un gruppo di imprenditori non si organizzi in un cartello, che i prezzi e le modalità di vendita siano giusti, che le industrie non truffino i consumatori, che non ci siano conflitti di interessi ecc. E se ti beccano vai in galera. Richard Pratt, che era il padrone della VISY (praticamente la tetrapak australiana) è stato privato del suo Order of Australia perchè hanno scoperto che per anni ha esercitato un cartello con la AMCOR (ditta concorrente) sul riciclo di carta. Tutti i vari merdoni modello Santanchè hanno invocato pietà ma l'opinione pubblica australiana era concorde a ritenerlo un ladro (oltre che un uomo abbastanza di merda per altri motivi - leggasi: risposato con moglie rifatta di 40 anni più giovane di lui, quando la sua prima moglie Penny è una filantropa e una donna eccezionale). Ci sono poi altri organismi di controllo vari, tipo Worksafe (che controlla la sicurezza sul lavoro). Se fanno un'ispezione nessuno si permette di dire 'qui si lavora, non rompeteci i coglioni', ma collabora e ascolta. E, anche in questo caso, se ti beccano chiudi bottega. Per riassumere: credo onestamente che lo stato debba poter controllare quello che fai quando, come, dove e nelle modalità che vuole, senza vessarti ma con fermezza. D'altra parte, in questo preciso momento storico, l'IVA al 23% e le tasse che letteralmente ammazzano gli imprenditori e commercianti, sono assolutamente intollerabili. Ma le tasse non sono sempre state così. Negli anni 50 l'Italia era il terzo produttore al mondo di frigoriferi dopo USA e Giappone, adesso che cacchio produciamo delle tecnologie dominanti per le masse di consumatori (telefonini, computers, etc)? A questo livello ci siamo arrivati per politiche spettacolarmente sbagliate, dall'assistenza ai parassiti di stato, alle 50,000 lire messe dentro ai documenti quando la finanza faceva un controllo, ai finanziamenti a pioggia su enti inutili, ecc ecc ecc. Tutti devono fare la loro parte, ADESSO. Tutti devono stringere la cinghia e sopportare, ADESSO. E forse, tra 30 anni, si potrà avere un paese in cui le tasse sono basse, tutti (o quasi) pagano e lo stato non regala soldi agli stenografi di montecitorio, che prendono il triplo di un professore universatario.
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