06/10/11

Tomas Tranströmer


Anche se avrei preferito che il Premio Nobel per la Letteratura fosse andato ad Haruki Murakami o, al mio candidato di sempre, Bob Dylan, tuttavia la scelta caduta sul poeta svedese Tomas Tranströmer, che prima di oggi non avevo mai avuto occasione di conoscere, mi sembra particolarmente azzeccata. Ottant'anni, di professione psicologo, affetto da più di 20 anni da una grave malattia, nella sua poesia descrive gli aspetti della vita quotidiana e della natura

I ricordi mi vedono

Un mattino di giugno, troppo presto
per svegliarsi, troppo tardi
per riprendere sonno.

Devo uscir nel verde gremito
di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.

Non si vedono, fondono totalmente
con lo sfondo, camaleonti perfetti.

Così vicino che li sento respirare
benché il canto degli uccelli
sia assordante.


Tracce

Come quando un uomo è così immerso in un sogno
che mai, ritornando al suo spazio
ricorderà di esserci stato

Nessun commento: