Di questo autore ho riletto in questi giorni il suo romanzo più conosciuto, Noi, scritto nel 1920, che critica duramente il sistema sociale che si stava affermando. Il romanzo è ambientato in un futuro in cui la società è totalmente programmata secondo formule matematiche. L'individuo perde la propria identità a favore del "noi." Le persone sono individuate con un numero preceduto da una consonante (gli uomini) o da una vocale (le donne). La filosofia di fondo di questa società è che la mancanza di libertà consente di raggiungere la felicità. Per questo le persone vengono sottoposte a una operazione chirurgica per eliminare la creatività e la fantasia che vengono considerate malattie. E' facile capire come questo romanzo abbia influenzato George Orwell ("1984") e Aldous Huxley ("Il mondo nuovo").
Se poi vi dicessi che il capo di questa società, chiamata "Stato Unico," viene indicato come il "Benefattore" e che il quotidiano che vi si pubblica si chiama "Il Giornale," a chi vi viene da pensare?
Bartholomew's Song (Destin Cretton e Lowell Frank, 2006)

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