27/01/11

Notte e nebbia

Nel 1955 il regista Alain Resnais girò un documentario, intitolato "Notte e Nebbia," per ricordare cosa era avvenuto nei campi di concentramento tedeschi. Il filmato è molto duro e, probabilmente, poco conosciuto. Io l'ho visto solo oggi e devo dire che mi ha particolarmente impressionato.
Interessante la sceneggiatura curata dal poeta francese Jean Cayrol e la musica di Hanns Eisler, che collaborò con Bertolt Brecht.



Notevoli e da ricordare sono le parole con le quali il film si conclude:


Nel momento in cui vi parlo, l’acqua fredda delle paludi e le rovine riempiono le fosse dei carnai. E’ un’acqua fredda e opaca come la nostra cattiva memoria. La guerra è assopita, un occhio sempre aperto. L’erba fedele è ricresciuta sull’Appel Platz intorno ai blocchi. Un villaggio abbandonato, ancora pieno di minacce. Il crematorio è fuori uso, Le crudeltà naziste sono passate di moda. Nove milioni di morti vagano in questo paesaggio. Chi di noi veglia in questo strano osservatorio per avvertirci dell’arrivo di nuovi boia? Hanno davvero un volto diverso dal nostro? Da qualche parte, fra noi, ci sono dei kapò che l’hanno scampata, dei capi riabilitati, dei delatori sconosciuti. Ci sono tutti coloro che non ci credevano, o soltanto ogni tanto. Ci siamo noi che guardiamo sinceramente queste rovine come se il vecchio mostro dei campi fosse morto sotto le macerie, che fingiamo di ritrovare la speranza, davanti a queste immagini che si dileguano, come se si fosse guariti da quella peste, noi che fingiamo di credere che tutto questo appartenga a un solo tempo e a un solo paese, e che non pensiamo più a guardarci intorno e non sentiamo quelle grida infinite.
(da un articolo di Orsola Puecher)

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