Le neuroscienze e l'esperienza quotidiana insegnano: siamo multitasking nelle operazioni più o meno automatiche (masticare una gomma americana e camminare) ma non siamo in grado di dedicare attenzione a più di un'attività alla volta.
A commento ulteriore, si può dire che il problema della sindrome della disattenzione denunciata da più parti non è tanto collegato al web, quanto a una vera e propria strategia della disattenzione. Un'intera industria della comunicazione sembra essere stata asservita a un potere soft che oltre a cercare l'attenzione dei sudditi per somministrare abbondanti dosi di propaganda, ha imparato a liberarsi da ogni controllo attraverso la confusione e a convincere attraverso un bombardamento di messaggi fatti per riempire orecchie distratte e per governare menti disattente.
Blogger e pubblico attivo sono chiamati a mantenere viva l'attenzione contro la strategia della disattenzione. E' un compito che in molti si sono assunti. Un compito prezioso. Da svolgere con pazienza, senza stancarsi...
Luca Debiase
30/06/10
Calcio: tecnologia e scommesse
Grandi polemiche ai campionati del mondo di calcio su alcune dubbie decisioni arbitrali. Sembra che il gran patron della FIFA, Blatter sia contrario all'introduzione di tecnologie che rendano le decisioni arbitrali più "obiettive." E ti credo! Con tutto il giro di soldi delle scommesse sui risultati delle partite di calcio e sulla riduzione della discrezionalità delle decisioni arbitrali, le società che gestiscono le scommesse farebbero molti meno soldi e i finanziamenti alle federazioni calcistiche nazionali e internazionali diminuirebbero di conseguenza.
29/06/10
La legge del contrappasso
Ai campionati del mondo di calcio del 1966 un segnalinee sovietico aveva convalidato all'Inghilterra, durante il match con la Germania, un goal inesistente. Il ritaglio di giornale dice che la tomba del segnalinee, morto una decina di anni fa, era meta di pellegrinaggio da parte dei fan del calcio inglese.
28/06/10
27/06/10
L'ultima generazione
Da poco tempo il New York Times ha una rubrica di filosofia, curata da Simon Critchley direttore del Dipartimento di Filosofia della New School in New York. Il titolo della rubrica è "The Stone" e si pone l'obiettivo di presentare i punti di vista dei filosofi contemporanei. Recentemente è apparso uno scritto del filosofo australiano Peter Singer (conosciuto, in particolare, per essere l'autore del libro "Liberazione animale") il quale pone all'attenzione dei lettori una questione per molto tempo sottaciuta (soprattutto in Italia, e sappiamo bene perché): se vale la pena mettere al mondo figli e se, quindi, la nostra potrebbe essere l'ultima generazione di esseri umani. Cita, in proposito, il filosofo ed eticista David Benatar, autore del libro "Better Never to Have Been: The Harm of Coming into Existence" e sostenitore dell'antinatalismo.
Ragionando sulle motivazioni per cui si mettono al mondo figli, Singer sostiene che una delle motivazioni che meno viene tenuta in considerazione è se venire al mondo è una buona cosa per il bambino stesso. Provocatoriamente si chiede "se non ci fossero generazioni future, non dovremmo avere alcun senso di colpa."
Cerca, poi, di suscitare un dibattito ponendo ai lettori una serie di domande, fra cui, ad esempio: "La probabilità che un bambino abbia una vita piena di sofferenze, è una raggione sufficiente per evitare di metterlo al mondo?" e "Vale la pena vivere per la maggior parte degli abitanti dei paesi in via di sviluppo?"
Ragionando sulle motivazioni per cui si mettono al mondo figli, Singer sostiene che una delle motivazioni che meno viene tenuta in considerazione è se venire al mondo è una buona cosa per il bambino stesso. Provocatoriamente si chiede "se non ci fossero generazioni future, non dovremmo avere alcun senso di colpa."
Cerca, poi, di suscitare un dibattito ponendo ai lettori una serie di domande, fra cui, ad esempio: "La probabilità che un bambino abbia una vita piena di sofferenze, è una raggione sufficiente per evitare di metterlo al mondo?" e "Vale la pena vivere per la maggior parte degli abitanti dei paesi in via di sviluppo?"
26/06/10
La morte dell'ufficio
Le fabbriche erano strutturate in linea retta. Questo perché c’era un solo motore a vapore che faceva girare un albero. Tutte le macchine erano poste attorno all’albero, collegate con una cinghia che dava a ciascuna di loro il movimento. L’ufficio aveva la necessità di essere vicino alla fabbrica in modo che il management aveva la possibilità di monitorare come procedevano le cose.
150 anni dopo perché andare a lavorare in ufficio/fabbrica/azienda?
Quando avete la necessità di fare una riunione, fatela. Quando dovete, collaborare, collaborate. Nel tempo che rimane fate il vostro lavoro dove più vi piace.
I vantaggi in velocità, produttività e felicità saranno molto consistenti. Quello che manca è il punto 7 … un posto dove andare. Qualcuno non lo prenderebbe nemmeno in considerazione, perché l’ufficio è morto.
dal blog di Seth Godin
150 anni dopo perché andare a lavorare in ufficio/fabbrica/azienda?
- Perché le macchine si trovavano lì.
- Perché i pezzi su cui dovevo lavorare erano lì.
- Perché il boss doveva sorvegliare il mio livello di produttività.
- Perché c’erano molte riunioni a cui partecipare.
- Perché era una fonte di motivazione.
- Perché le persone con cui dovevo collaborare erano lì tutto il giorno.
- Perché dovevo avere un posto dove andare.
- Se ho un computer portatile, probabilmente la macchina ce l’ho già in casa.
- Se lavoro con una tastiera e un mouse, le cose su cui devo lavorare sono sul computer e non in ufficio.
- Il boss può facilmente controllare a distanza la mia produttività.
- Quante sono le riunioni importanti? Se non partecipo cosa può succedere?
- Possso avere maggior motivazione da persone esterne alla mia organizzazione.
- Su 100 persone che lavorano nel mio ufficio, con quante collaboro giornalmente?
- Vado in qualche posto. Ma questo non necessariamente dev’essere il mio ufficio.
Quando avete la necessità di fare una riunione, fatela. Quando dovete, collaborare, collaborate. Nel tempo che rimane fate il vostro lavoro dove più vi piace.
I vantaggi in velocità, produttività e felicità saranno molto consistenti. Quello che manca è il punto 7 … un posto dove andare. Qualcuno non lo prenderebbe nemmeno in considerazione, perché l’ufficio è morto.
dal blog di Seth Godin
25/06/10
Numeri drogati
Con grande enfasi è stata data dai TG di ieri la notizia che i consumatori abituali di droghe è sceso, dal 2008 al 2009, del 25%. Sono rimasto, a dir poco, sconcertato dalla affermazione; poi, con più calma mi sono reso conto che si trattava di uno spot elettorale di quel pover'uomo di Giovanardi che in qualche modo deve giustificare il suo ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega appunto al contrasto alle droghe. Sul tema ho lettto un interessante articolo , dall'eloquente titolo "Giovanardi: numeri drogati," che mette in ordine tutte le perplessità relative al comunicato trasmesso dai TG.
24/06/10
Una domanda banale
Quandi accendiamo il motore della macchina dovremmo chiederci: "Ma questo viaggio è proprio necessario?" E forse valutare se possiamo muoverci in modo alternativo e meno impattante per l'ambiente. In generale, forse, dovremmo muovere meno il corpo e di più la mente.
23/06/10
Collegamenti calcistici
Dalle ricerche che vengono effettuate utilizzando Google emergono alcuni aspetti interessanti riferiti ai campionati del mondo di calcio. In particolare, chi cerca il nome di un calciatore, subito dopo ne cerca un altro. Inoltre: i calciatori più popolari sono collegati fra di loro, spesso i calciatori di una nazionale sono collegati ad altri calciatori della stessa nazionale e, infine, sono collegati fra di loro i calciatori di nazioni diverse che però appartengono alla stessa squadra di club.
22/06/10
Omaggio a Ballard
Poco più di un anno fa moriva James Ballard, uno dei miei scrittori preferiti per aver scritto una serie di libri che riescono a integrare la fatascienza con la sociologia e la psicologia, decodificando in modo ammirevole alcuni fenomeni sociali del nostro tempo. E' notizia di questi giorni che la British Library, la biblioteca nazionale britannica, acquisirà l'intero archivio dello scrittore, al quale dedicherà un'intera sezione che il pubblico potrà consultare liberamente a partire dal 2011. Mi pare un'iniziativa interessante e degna nota.
21/06/10
La religione del capitale
Qualche tempo fa avevamo parlato di Paul Lafargue, genero di Marx, come autore di un libro curioso e interessante, soprattutto per il tempo in cui è stato scritto, dal titolo "Il diritto alla pigrizia." In questi giorni ho trovato una specie di continuazione di questo libro che Lafargue ha chiamato "La religione del capitale," che è stato pubblicato nel 1887.
20/06/10
Tarkovsky fotografo
Non è molto conosciuto il fatto che ci fu un periodo in cui il regista Andrej Tarkovsky, i cui film sembrano spesso montaggi di fotografie, scattò effettivamente molte fotografie con una macchina Polaroid. Queste foto, scattate a casa e in Italia, non sono perfette dal punto di vista tecnico ma testimoniano una grande coerenza con le immagini dei suoi splendidi film e le relative atmosfere.
19/06/10
L'ambiente in cui viviamo
Una splendida infografica, ci mostra visivamente l'ambiente in cui viviamo dalle zone più elevate alle massime profondità
18/06/10
L'importanza del tempo
Il tempo è un aspetto della vita che mi ha sempre affascinato. Qualche tempo fa avevo letto una serie di racconti molto belli sul tema, scritti da Alan Lightman, un fisico del MIT, dal titolo "I sogni di Einstein." Un recente libro dello psicologo americano Philip Zimbardo, ci racconta come il tempo si in grado di condizionare il nostro lavoro, non solo, ma anche il nostro benessere. Il tempo ha un notevole influsso su chi siamo, su come ci relazioniamo e come ci comportiamo. Una sintesi del libro è apparsa in un interessante filmato su YouTube. In essa si trovano critiche al razzismo ma anche nei confronti delle politiche della Lega (Zimbardo è di origine siciliana e sembra conoscere abbastanza bene l'Italia).
17/06/10
Il bello dell'innovazione
Cinque anni fa al rinnovo della Carta di Identità, avevo optato, per ragioni di comodità, per avere il documento in formato elettronico. Mi è stata scattata una fotografia, mi sono state prelevate le impronte digitali, sono stati trascritti i dati antropometrici. Il documento mi è stato recapitato a domicilio assieme ad un codice segreto che, come mi ha detto l'impiegato, sarebbe dovuto servire per ottenere dei non ben ancora precisati servizi online. Come è noto è stata recentemente adottata una disposizione per la quale la Carta di Identità avrebbe avuto la validità di 10 anni. Per dare applicazione a questa norma mi è stata recapitata dal comune una lettera con allegato un foglietto scritto in italiano e inglese che dichiara come la scadenza del mio documento fosse prorogata. Tale foglietto deve essere esibito assieme al tesserino plastificato(!). Si precisa poi che, per quanto riguarda l'espatrio, una serie di Stati non riconoscono la validità di tale documento e che pertanto nel caso mi ci dovessi recare dovrei munirmi di un altro documento. Il tutto nel segno dell'innovazione tecnologica e dei servizi al cittadino!!!
16/06/10
Benpensanti allo sbaraglio
Dopo le vicende di Cosimo Mele e di Salvatore Cuffaro, ecco la storia di questo Salvatore Cintola, deputato all'Assemblea della Regione Sicilia. Tutti questi signori hanno in comune l'appartenenza all'UDC, partito che sul proprio sito si definisce "l'estremo centro," e che ha fatto del benpensantismo e della moralità la sua bandiera. Alla faccia!
Che palle!
Si sento spesso i telecronisti degli incontri di calcio dei Campionati Mondiali fare riferimento alle caratteritiche del pallone, molto spesso per attribuire la colpa di un'azione sbagliata, prevalentemente della sqaudra per cui fanno il tifo. Il New York Times ha ricostruito in un grafico, l'evoluzione dell'oggetto che viene preso a calci, nel corso della storia.
15/06/10
Orazione domenicale
Nel 1887, Paul Lafargue, genero di Karl Marx, ha pubblicato un libro intitolato "La religione del capitale" che contiene questa splendida "Orazione domenicale." Mi sembra che da allora non ci siano stati molti cambiamenti.
14/06/10
In memoria del Che
1967: Higueras
Le campane suonano per il Che
Morì nel 1967 in Bolivia perché non riuscì a prevedere il quando, il dove e il come? O non morì affatto, da nessuna parte, perché non sapeva che cosa volesse dire nonostante tutti i quando e i dove e i perché?
Credeva che ciascuno dovesse difendersi dalle trappole dell'avidità senza mai abbassare la guardia. Quando era Presidente della Banca nazionale di Cuba, firmava le banconote con il nome "Che," per prendersi gico del denaro. Per amore del popolo, disprezzava gli averi. Pensava che il mondo in cui "avere" ed "essere" avevano lo stesso significato fosse malato. Non tenne mai nulla per sé, non chiese mai nulla.
Vivere è donarsi, pensava; ed egli dono sé stesso. (Eduardo Galeano - Il secolo del vento)
Uno dei più bei e poetici ricordi di Che Guevara nell'anniversario della sua nascita.
Dove c'è la pace
In tempi in cui, dopo la II Guerra Mondiale, in qualche parte del mondo è sempre presente in una forma o in un'altra qualche tipo di conflitto, è interessante vedere mappato l'"indice di pace" che caratterizza ciascuno dei 149 Stati del mondo.
13/06/10
Il tappeto di bugie
Ho letto ieri un bellissimo articolo che parla delle "bugie della scienza." Già perché sempre di più andiamo verso una società della menzogna, dove i gruppi di persone che detengono il potere (politico, economico, religioso, scientifico, ecc.) cercano in tutti modi di conservarlo con ogni mezzo. L'articolo prende le mosse da una citazione di Harold Pinter che dice pressapoco così: "La maggior parte dei politici, per quanto ci dato di sapere, non non sono per nulla interessati alla verità, ma al potere e al modo per mantenerlo. Per mantenere il potere è essenziale che la gente rimanga inconsapevole della verità, perfino quella che riguarda la vita di ciascuno. Siamo circondati da un immenso tappeto di bugie, di cui ci nutriamo." Poco dopo, ironia della sorte, mi sono imbattuto in un questionario che intende misurare il grado di fiducia nella scienza e negli scienziati.
12/06/10
Galli e Leoni
So benissimo che da un piccolo episodio non si dovrebbero trarre considerazioni di carattere generale, ma le elezioni che si svolgeranno in Belgio domani sulla base dell'esito delle quali sembra potersi profilare anche la scissione del paese fra Fiandre e Vallonia, mi è venuto in mente un episodio che mi è occorso più di una decina di anni fa. Mi trovavo su una strada anonima, piatta e costeggiata da un canale a nord di Gand (pardon, Gent) con l'intenzione di recarmi a Bruges (pardon, Brugge). Avendo la sensazione di essermi perso chiesi a una persona se la strada che stavo percorrendo mi avrebbe portato a Bruges (pronunciandolo alla francese, come usiamo qui in Italia). L'uomo mi diceva di non capire, di non sapere. Io continuavo a ripetere Bruges, Bruges.... Ma lui niente, scuoteva la testa per farmi capire che non ne sapeva nulla. Io mi chiedevo se fosse possibile che non conoscesse una città che distava, secondo i miei calcoli 10-15 chilometri. Allora presi l'atlante stradale e gli mostrai dove avevo intenzione di andare. Allora i suoi occhi si illuminarono e, assumendo un'espressione, come se volesse dirmi: "Potevi dirmelo prima," mi disse: "Ah, Brugge" pronunciando la "u" come una "o" e la "erre" in modo gutturale come se volesse schiarisri la voce. Quell'episodio mi fece capire quanto fiamminghi e valloni fossero fra loro distanti, e non solo culturalmente.
11/06/10
10/06/10
09/06/10
Ragione e buon senso
"Believe nothing, no matter where you read it, or who said it, no matter if I have said it, unless it agrees with your own reason and your own common sense." (Buddha)
08/06/10
I calciatori e le prebende di Calderoli
Un acuto articolo dell'economista Andrea Moro, in cui l'autore fa un ragionamento molto interessante sulla teoria calderoliana della riduzione dei premi per i calciatori che partecipano al mondiale.
07/06/10
L'autorevolezza delle organizzazioni internazionali
L'epdemiologo Tom Jefferson, attento e audace sbugiardatore di luoghi comuni e di intrallazzi perpetrati nel campo della sanità, commenta un recente articolo del British Medical Journal, nel quale viene evidenziato il conflitto di interesse di alcuni studiosi dell'influenza che operano nel contesto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che nella nota vicenda dell'influenza suina ha messo a repentaglio la sua autorevolezza.
06/06/10
Epidemiologia di cittadinanza
E' stato recentemente presentato un libro che, dalle notizie ricevute, mi sembra particolarmente interessante. E' intitolato "Epidemiologia di cittadinanza" e si pone l'obiettivo di fare in modo che i cittadini non siano oggetto di studio ma soggetto di diritto; che quando incontrano la malattia non siano solo oggetto di intervento, ma anche co-soggeto di intervento per decidere insieme.
Questo è quello che spiega uno degli autorevoli autori, Gianni Tognoni, figura di spicco dell'epidemiologia, coordinatore del Consorzio Mario Negri Sud.
Questo è quello che spiega uno degli autorevoli autori, Gianni Tognoni, figura di spicco dell'epidemiologia, coordinatore del Consorzio Mario Negri Sud.
05/06/10
Ada Lovelace
Ada Lovelace, figlia del noto poeta George Byron, grande appassionata di matematica, ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del computer e, non a torto, è considerata la prima persona che si dedicò alla programmazione elettronica. Un breve filmato racconta la sua storia.
04/06/10
Ken Loach & YouTube
YouTube è uno strumento molto flessibile che consente non solo di caricare filmini autoprodotti o registrati dai vari programmi televisivi, ma dei veri e propri film. Uno dei pionieri di questa modalità di diffusione delle proprie opere è il regista inglese Ken Loach, da sempre attento a realizzare opere in grado di indagare e descrivere la condizione della classe operaia. Ken Loach ha reso disponibili su uno specifico canale (KenLoachFilms) su YouTube alcuni dei suoi migliori film in versione integrale.
Il suo canale conta già quasi 4000 iscritti a dimostrazione che l'iniziativa è stata molto gradita. L'unico problema, per chi non conosce la lingua inglese, è la mancanza dei sottotitoli.
Il suo canale conta già quasi 4000 iscritti a dimostrazione che l'iniziativa è stata molto gradita. L'unico problema, per chi non conosce la lingua inglese, è la mancanza dei sottotitoli.
03/06/10
02/06/10
La lunga ombra di Dostoevsky
L’inaugurazione della stazione “Fyodor Dostoevsky” della metropolitana di Mosca è stata posticipata perché i bloggers hanno scatenato una campagna secondo la quale i “murales” che la decorano, tratti dai romanzi del celebre scrittore, sono talmente deprimenti da poter indurre i passeggeri a commettere suicidio. Questo è quanto ha sostenuto anche lo psicologo Mikhail Vinogradov. (The Times, 15 maggio 2010).
01/06/10
Until the End of the World
Un grande Gianluca Nicoletti spiega quali sono secondo lui le cose che non rimpiangerà di perdere nel 2012 (se la fine del mondo - prevista da una profezia Maya - non lo toccherà).
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