27/08/10

Superficialità vs Profondità

Non ho mai letto nulla di Alessandro Baricco a parte questo recente articolo che compare sul sito di Wired Italia in cui l'autore racconta - fingendo di di essere nell'anno 2026 - perché la superficialità ha trionfato sulla profondità. Ho trovatole sue argomentazioni molto interessanti, in partcolare quando sostiene:

Perdiamo capacità di concentrazione, non riusciamo a fare un gesto alla volta, scegliamo sempre la velocità a discapito dell'approfondimento: l'incrocio di questi difetti genera una tecnica di percezione del reale che cerca sistematicamente la simultaneità e la sovrapposizione degli stimoli: è ciò che noi chiamiamo fare esperienza. Nei libri, nella musica, in ciò che chiamiamo bello guardandolo o ascoltandolo, riconosciamo sempre più spesso l'abilità a pronunciare l'emozione del mondo semplicemente illuminandola, e non riportandola alla luce: è l'estetica che ci piace coltivare, quella per cui qualsiasi confine tra arte alta e arte bassa va scomparendo, non essendoci più un basso e un alto, ma solo luce e oscurità, sguardi e cecità.

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