08/02/10
La città dei matti
Ho guardato ieri con curiosità e interesse il film "C'era una volta la città dei matti" che descrive la vita e il grande e importante lavoro di un uomo che ha portato una rivoluzione nel mondo della malattia mentale, Franco Basaglia. Il film è bello e commovente e mostra come l'attività svolta da Franco Basaglia, se vista a posteriori, non è altro che l'applicazione del buonsenso. Un buonsenso che negli anni sessanta non esisteva e che anche negli anni successivi ha fatto molta fatica ad imporsi. Esistono ancor'oggi persone che vagheggiano la riapertura dei manicomi. Sto aspettando che comincino a far capolino da qualche giornale. Sto attendendo le critiche alla Rai per aver messo in onda questo docu-film che provoca ancora in ciascuno di noi molti interrogativi su cos'è la malattia mentale, su cos'è la normalità, qual è il nostro livello di disagio, come lo affrontiamo (qualcuno ha detto "Visto da vicino, nessuno è normale"). Non sono discorsi vaghi perché i disturbi mentali stanno progressivamente aumentando e si stima che nel 2020 saranno una delle cinque principali cause di malattia, disabilità e morte, come opportunamente Umberto Galimberti ci ricorda nel suo commento al film pubblicato oggi da Repubblica.
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