18/01/10

Haiti


Forse pochi sanno che Haiti, di cui si parla molto in questi giorni a proposito del terremoto che lo ha colpito, fu il primo stato "di colore" della storia moderna. Nonostante ciò la storia di questo stato fu davvero molto complicata per il susseguirsi di occupazioni che di certo non aiutarono la popolazione. Ma torniamo agli inizi di Haiti, agli anni della Rivoluzione francese e della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Ecco come li racconta Eduardo Galeano nella sua splendida trilogia"Memoria del Fuoco":

1794: Parigi

“Il rimedio per l’uomo è l’uomo”

dissero i saggi neri, ma gli dei lo avevano sempre saputo. Gli schiavi di Haiti non sono più schiavi.
Per cinque anni la Rivoluzione francese fece finta di nulla. Marat e Robespierre protestarono invano. La schiavitù nelle colonie continuò. Nonostante la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, gli uomini che erano proprietà di altri uomini nelle lontane piantagioni delle Antille, non erano nati né liberi né uguali. Dopo tutto, la vendita dei neri in Guinea era l’affare principale dei mercanti rivoluzionari di Nantes, Bordeaux e Marsiglia; e le raffinerie francesi prosperavano sullo zucchero delle Antille.
Spinti dall’insurrezione dei neri capeggiati da Toussaint l’Ouverture, il governo di Parigi finalmente decretò la liquidazione della schiavitù.

1794: Montagne di Haiti

Toussaint

Comparve sulla scena due anni prima. A Parigi lo avevano battezzato lo Spartaco Nero.
Toussaint l’Ouverture aveva il corpo di un girino e le labbra che occupavano quasi tutta la faccia. Faceva il cocchiere in una piantagione. Un vecchio nero gli insegnò a leggere e a scrivere, come curare i cavalli malati e come parlare agli uomini; ma imparò per conto suo non solo come guardare con i propri occhi e sapeva come vedere il volo degli uccelli mentre essi dormivano.

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