06/12/09

Politica e politici

Seguo da tempo con interesse il blog di Alessandro Gilioli e di conseguenza ho letto il suo breve e intenso discorso fatto a Roma ieri in occasione del No B Day. Condiviso la sua affermazione secondo cui Berlusconi è un uomo del passato, un uomo del secolo scorso e anche per questo (e non solo, naturalmente!) sta portando l'Italia sull'orlo della rovina. Troppo facile, Gilioli, troppo facile pensare che la responsabilità sia attribuibile a una sola persona. Anche gran parte dei politici che hanno partecipato alla manifestazione di Roma appartiene al secolo scorso, appartiene al passato.
Supponiamo che domani cada Berlusconi, in quali mani saremmo? in quelle di Fini, di Casini, di Bersani, di D'Alema, di Rutelli, della Bindi, di Veltroni, di Tabacci? Sono questi gli interpreti del presente e del futuro? Ahimè qui ci vorrebbe un cambiamento generazionale radicale. Tutti coloro che hanno superato una certa età o hanno svolto per un certo periodo attività politica dovrebbero ritirarsi nelle retrovie e lasciare spazio alle energie più fresche e innovative di questo paese.
Ieri Berlusconi, mentre si svolgeva la manifestazione a Roma, ha inaugurato una linea ferroviaria ad alta velocità e, come suo costume, ha delineato scenari di corridoi ferroviari internazionali dove le merci corrono più veloci della luce, ha parlato del ponte sullo stretto come lo strumento che integrerà la Sicilia con l’Italia. Non ho sentito da parte di alcun partito dell’opposizione una parola sulla politica dei trasporti che dovrà caratterizzare l’Italia nel prossimo futuro. Che forse sarebbe meglio investire in alta tecnologia che in alta velocità, che per integrare i territori forse sarebbero più utili le fibre ottiche che i ponti. Ma queste cose vengono lasciate ai pensieri e agli scritti di quattro poveri illusi che si divertono a scrivere i loro blog. I partiti politici alla Politica, intesa come visione del futuro, ci pensano poco o forse non ci pensano affatto. E’ per questo che sono pessimista sul futuro dell’Italia, perché ammesso anche che si concluda l’era di Berlusconi, sarà difficile che termini il berlusconismo.

Nessun commento: