E' tutto un affannarsi verso l'alta velocità. Ci si chiede se dobbiamo proprio correre e soprattutto dove dobbiamo correre. Il Presidente del Consiglio ha da pochi giorni inaugurato una tratta ferroviaria ad alta velocità che servirà un numero ridotto di persone che nei tragitti "risparmieranno" in buona sostanza pochi minuti. Non aiuterà di certo i milioni di pendolari ai quali basterebbe arrivare in tempo sul posto di lavoro e di fare un viaggio un po' confortevole.Il Ministro dei Trasporti ha appena approvato l'aumento del limite di velocità in autostrada a 150 km. l'ora. Chissà cosa faranno questi automobilisti che arriveranno a destinazione con pochi minuti di anticipo.
Sarebbe bene che si ricominciasse a recuperare un po' di saggezza e a rileggere quello che qualche pensatore aveva scritto non molto tempo fa. Mi viene in mente Ivan Illich che, nel suo libro "La Convivialità" pubblicato nel 1973, scriveva:
"Le automobili creano le distanze, la velocità in tutte le sue forme restringe lo spazio. Si incuneano autostrade in regioni sovrappopolate, e poi si estorce alla gente un pedaggio per "autorizzarla" a superare le distanze che il sistema del trasporto esige di per sé. Questo monopolio dei trasporti, come una bestia mostruosa, divora lo spazio."
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