Ormai è cosa nota e sperimentata che coloro che utilizzano i servizi sanitari, fin dal primo contatto diventano dei postini. Devono girare da un ambulatorio a un ufficio amministrativo, da questo a una cassa per consegnare carte che nel 2009 potrebbero girare su reti telematiche. E che dire delle scritte che si trovano sulle porte degli ambulatori: "Si richiede ai pazienti di portare con sé la documentazione clinica in loro possesso". Già, perché di norma i computer che vengono utilizzati non sono in rete e perché è più comodo far muovere gli utenti. Anche perché tutti sono concordi nel dire che il movimento fa bene. Fa bene, ma probabilmente non tanto se è fatto all'interno di un ospedale o di un ambulatorio. Richard Smith, apprezzato ex direttore del British Medical Journal, dice nel suo blog che sarebbe tempo che i pazienti avessero accesso alla documentazione clinica in possesso del proprio medico di medicina generale. Questo aiuterebbe a diffondere la cultura medico-sanitaria, a migliorare la qualità delle informazioni e soprattutto a migliorare il rapporto fra medico e paziente che produrrebbe modalità di cura più efficaci. Mi chiedo, a quindici anni dalla diffusione di Internet, che cosa stiamo ancora aspettando.
18/02/09
I postini della sanità
Ormai è cosa nota e sperimentata che coloro che utilizzano i servizi sanitari, fin dal primo contatto diventano dei postini. Devono girare da un ambulatorio a un ufficio amministrativo, da questo a una cassa per consegnare carte che nel 2009 potrebbero girare su reti telematiche. E che dire delle scritte che si trovano sulle porte degli ambulatori: "Si richiede ai pazienti di portare con sé la documentazione clinica in loro possesso". Già, perché di norma i computer che vengono utilizzati non sono in rete e perché è più comodo far muovere gli utenti. Anche perché tutti sono concordi nel dire che il movimento fa bene. Fa bene, ma probabilmente non tanto se è fatto all'interno di un ospedale o di un ambulatorio. Richard Smith, apprezzato ex direttore del British Medical Journal, dice nel suo blog che sarebbe tempo che i pazienti avessero accesso alla documentazione clinica in possesso del proprio medico di medicina generale. Questo aiuterebbe a diffondere la cultura medico-sanitaria, a migliorare la qualità delle informazioni e soprattutto a migliorare il rapporto fra medico e paziente che produrrebbe modalità di cura più efficaci. Mi chiedo, a quindici anni dalla diffusione di Internet, che cosa stiamo ancora aspettando.
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