16/04/14

Il Re della terra

E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo».
(Genesi, 1, 26-29)

13/04/14

La malattia

I concetti di salute e di malattia sono stati oggetto di dibattito fin dalle origini della medicina moderna.
Nel XVII secolo Thomas Sydenham pensava che le malattie esistessero a prescindere da chi le osservava e che potessero essere classificate in modo tassonomico, come le specie animali.
Al contrario Ivan Illich scrisse che ogni civiltà definisce le proprie malattie  e ciò che per una civiltà è malattia in altre può essere anormalità cromosomica, santità, peccato o, addirittura, crimine.
L'epidemiologo Geoffrey Rose disse: "Non c'è alcuna malattia che hai o che non hai - ad eccezione della rabbia e della morte. Di tutte le altre ne hai una quantità minima o una grande quantità."
Se la salute è stata definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia" allora la malattia può essere definita, in modo complementare, come "stato di non completo benessere fisico, mentale e sociale."
Partendo da questa considerazione è come se dicessimo che la salute è uno stato di perfezione e che tutti coloro che non sono perfetti sono ammalati.
In questa logica, chi aveva interesse (economico, non certamente filantropico), ha cercato e cerca di "medicalizzare" la società. È in questo modo che è nata l'idea di Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal (BMJ), di indagare le cosiddette "non malattie," cioè "quei processi o problemi umani che qualcuno ha definito condizioni sanitarie, ma che avrebbero una migliore evoluzione se non fossero definite in quel modo." Ed ecco le 20 principali "non malattie" secondo l'opinione dei lettori del BMJ:

  1. Invecchiamento
  2. Lavoro
  3. Noia
  4. Borse sotto gli occhi
  5. Ignoranza
  6. Calvizie
  7. Lentiggini
  8. Orecchie a sventola
  9. Capelli grigi o bianchi
  10. Bruttezza
  11. Parto
  12. Allergia al XXI secolo
  13. Jet lag
  14. Infelicità
  15. Cellulite
  16. Postumi della sbronza
  17. Ansietà per la misura del pene
  18. Gravidanza
  19. Rabbia al volante
  20. Solitudine
È chiaro che per alcuni di questi problemi ci sono le soluzioni, talvolta anche facili. Per altre il rimedio è un po' complicato. Per altre ancora, come l'invecchiamento, ad oggi, non è (ancora?) disponibile. 

10/04/14

Un grande Makkox

L'artista che collabora a Gazebo con delle vignette di rara intelligenza e ironia, si chiama Makkox. Nella puntata di ieri di Gazebo, a mio avviso si è superato, con uno stupendo tutorial che suggerisce a Berlusconi come gestire una campagna elettorale pur trovandosi agli arresti domiciliari.

08/04/14

Dov'è l'Ucraina?


La National Geographic Society è stata costituita nel 1888 con l'obiettivo di "migliorare e diffondere la conoscenza della geografia e contestualmente promuovere la protezione della cultura, della storia e delle risorse naturali." Sembra che a quasi 130 anni da allora la NGS debba ancora lavorare se solo 1 americano su 6 è in grado di individuare su una carta geografica del mondo dove si trova l'Ucraina, di cui tanto si è parlato in questi ultimi tempi. La maggior parte dei circa 2.000 intervistati ritengono che l'Ucraina sia da qualche parte in Europa o in Asia, la mediana della distanza presunta è poco meno di 3.000 km.
Ma è importante che gli americani siano in grado di individuare l'Ucraina su una mappa? Ricerche precedenti sembrano suggerire di sì. Il livello di informazione, infatti, influenza l'atteggiamento delle persone nei confronti di quali politiche vorrebbero che il governo portasse avanti. In questo caso è interessante sapere che, coloro che pensano che l'Ucraina sia più lontana da dove si trova realmente, sono più favorevoli a un'intervento delle forze armate degli USA in quanto danno maggiore importanza alle minacce poste dalla Russia.

via The Washington Post

07/04/14

La salute

Petr Skrabanek
Oggi ricorre la giornata che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dedicare alla salute. Quella salute l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito, nel 1948, come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia. Questa definizione, secondo quanto scrive Petr Skrabanek (1940-1994), illustre medico e scienziato, pur essendo utile come ideale, descrive una condizione che si realizza solo nel momento di un orgasmo simultaneo. Una definizione così importante e impegnativa ha prodotto una serie di conseguenze, la prima delle quali è la cosiddetta medicalizzazione della società. Da una parte il desiderio di essere completamente in salute e dall'altro la considerazione che per la maggior parte del tempo abbiamo qualcosa che non va, ha fatto sì che l'industria farmaceutica e le organizzazioni professionali espandessero il concetto di malattia applicando gli interventi sanitari anche laddove non producevano benefici o addirittura alla proposta di individuare delle non-malattie (memorabile a questo proposito articolo del BMJ dell'allora direttore Richard Smith dal In search of non-disease"). In questo contesto accadono anche situazioni distorsive come l'eccessivo abbassamento delle soglie di riferimento per alcune condizioni patologiche, come è avvenuto per la glicemia, il colesterolo o la pressione sanguigna. Al punto che spesso si parla di sovradiagnosi: qualcuno ha sostenuto che che quello che ci fa ammalare è un'epidemia di diagnosi.
Ivan Illich
Un'altra conseguenza è che dal 1948 il profilo epidemiologico è cambiato in modo radicale: le malattie contagiose si sono ridotte e sono aumentate in modo considerevole le malattie croniche dovute in modo significativo all'invecchiamento della popolazione. È abbastanza chiaro in questo contesto che è necessaria una rivisitazione della definizione di salute per renderla più operativa e aderente alle nostre necessità. Non sarebbe male riferirsi a un geniale personaggio del recente passato, Ivan Illich (1926-2002) che, sulla salute ha scritto un libro profetico Nemesi medica e che definiva la salute come l'intensità con la quale gli individui riescono a tener testa ai loro stati interni e alle condizioni ambientali.

Internet

Avere in Italia un'Internet che funzioni ai livelli della maggior parte degli stati d'Europa sembra essere una chimera. Non è cosa nuova né sconosciuta che l'Italia si trovi in un pauroso stato di arretratezza per quanto riguarda l'uso delle nuove tecnologie, vedere però la rappresentazione grafica del fenomeno fa veramente impressione.



06/04/14

L'Europa a fette

Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa sulle caratteristiche o sulle qualità di qualcosa, sia essa gruppo, luogo, avvenimento. Può essere positivo o negativo. Sulla base di questa definizione Yanko Tsvetkov, un artista davvero geniale, ha provato a disegnare una serie di carte geografiche in cui a ciascuno stato vene attribuito lo stereotipo di specifici gruppi di popolazione.
Atlas of Prejudice

04/04/14

Scuole private

In Gran Bretagna sono il 7% gli studenti che frequentano scuole private. Sembra che questo dato sia predittivo del raggiungimento di posizioni professionali di prestigio. Infatti fra i giudici dell'Alta Corte il 70% ha frequentato scuole private, fra i medici e i banchieri il 51%. Sarà perché le scuole private preparano meglio gli studenti? O sarà perché solo le famiglie più ricche possono permettersi di mandare i figli a frequentare scuole private. Io propendo per questa seconda ipotesi. 

02/04/14

La soddisfazione della politica

Il Pew Research Center ha effettuato nel 2013 una ricerca per quantificare la percentuale di persone che, nei vari Stati, è soddisfatta di come è governato il proprio paese.
I dati emersi sono interessanti e curiosi. La maggior parte dei cinesi, ad esempio, è soddisfatta. Viene da chiedersi se sia perché il governo è temuto o perché coloro che non erano soddisfatti del governo sono già emigrati?
In ogni caso i paesi del sud Europa (Spagna, Italia e Grecia) sono, fra tutti, quelli dove il governo sembra avere il minor consenso.



01/04/14

Comic cern

Un paio di anni fa il CERN di Ginevra annunciava la scoperta del mitico bosone di Higgs. La presentazione con la quale l'importante scoperta veniva comunicata ai giornalisti fu fatta con delle slide create utilizzando il font più odiato, il famigerato "comic sans" che da allora qualcuno ha ribattezzato "comic cern."  Con grande ironia oggi, 1 aprile, il CERN ha informato di aver adottato il "comic sans" quale carattere esclusivo per l'attività di comunicazione ufficiale. Qui sotto il video con cui la scienziata Fabiola Gianotti comunica la notizia. Un pesce d'aprile ben riuscito!

Il cambiamento climatico: una noia!


Succede molto spesso che i governi, gli enti governativi, gli enti intergovernativi e gli organismi internazionali producano documenti che forniscono consigli per intraprendere azioni che talvolta sono di grande importanza se non cruciali. Chi dovrebbe agire però valuta, tentenna, esita con il risultato che non si fa nulla. Molte (se non moltissime) volte sembra che questi report siano addirittura sconosciuti ai decisori. È questo il caso, recente, dell'ultimo rapporto dell'IPCC (Intergovenamental Panel on Climate Change) che non smette, dal 1990, di richiamare l'attenzione dei governi sulla salute del nostro pianeta che sembra in continuo peggioramento: negli ultimi 25 anni le emissioni dalla combustione di combustibili fossili è aumentata del 60%. The Guardian commenta amaramente che i moniti dell'IPCC sono diventati tremendamente monotoni.
In ogni caso il rapporto 2014 dipinge scenari drammatici: carenza di cibo, migrazioni, potenziali conflitti, aumento delle disuguaglianze, incapacità di adattamento all'innalzamento delle temperature.
Comunque, poiché il cambiamento climatico è in atto e continuerà per un bel po' di tempo, sarà necessario adattarsi a un pianeta che si sta riscaldando piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla riduzione delle emissioni. E questo è compito delle comunità locali più che delle organizzazioni internazionali.
Il documento si conclude con una nota di speranza: sarà dura, ma ce la possiamo ancora fare. Purché cominciamo subito.

31/03/14

L'evoluzione del turismo


Il turismo, nella sua accezione e organizzazione moderna, risale alla seconda metà del 1800. Erano gli anni di Lincoln, di Dickens e di Verne. Da allora sono cambiate le destinazioni anche perché sono aumentate le distanze di percorrenza. Fra le prime dieci città c'erano Roma e Parigi. Al giorno d'oggi è rimasta Parigi ed è scomparsa Roma. Gli aeroporti di Parigi e di Roma sono attualmente oggetto di lamentele da parte di coloro che li frequentano. 150 anni fa gli americani percorrevano ogni anno in media 340 miglia (per la maggior parte in treno) che sono diventate al giorno d'oggi 16.000 (per la maggior parte in automobile e in aereo).
Tutte queste notizie e altre curiosità si trovano in questa pagina.

30/03/14

Cosa succede nel mondo?


Cosa succede nel mondo? Basta guardare il sito Worldometers che, alimentandosi di statistiche diffuse da Organizzazioni internazionali ci fa conoscere una serie di interessanti fenomeni che cadono sotto le voci: Popolazione mondiale, Economia, Società e Media, Ambiente, Alimentazione, Acqua, Energia, Salute.
Le statistiche si aggiornano in tempo reale.

29/03/14

Quanto non siamo bravi


La percezione c'è da tempo, ma adesso arriva anche la conferma con dati oggettivi: gli italiani adulti non sono molto bravi nelle competenze linguistiche e matematiche rispetto agli abitanti degli altro paesi d'Europa.
È questo quanto emerge da una indagine sulle competenze degli adulti (PIAAC) nell'area linguistica (capacità di comprendere un testo scritto) e nell'area matematica (capacità di usare concetti numerici e matematici) realizzata dall'OECD. Tutto ciò ha a che fare con il concetto di analfabetismo funzionale (di cui abbiamo parlato anche in un precedente post), termine con il quale si definisce l'incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana.

L'OECD sintetizza i risultati ottenuti dagli italiani che hanno partecipato all'indagine, in questo modo:
  • Il 70% degli italiani adulti intervistati fanno registrare un livello insufficiente per quanto riguarda sia le competenze linguistiche che quelle matematiche. 
  • Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse fra i paesi dell'OECD.
  • La performance degli italiani varia secondo le caratteristiche socio-demografiche, ma le differenze tendono ad essere simili a quelle riscontrate in media nei paesi partecipanti.
  • Come nella maggior parte dei paesi partecipanti all'inchiesta, esiste un'ampia differenza tra le competenze linguistiche e matematiche dei residenti nati in Italia e quelli nati all'estero. Inoltre, in tutti i paesi tra cui l'Italia, le competenze degli adulti sono fortemente correlate con i loro livelli di istruzione.
  • L'utilizzo delle competenze linguistiche e matematiche sul posto di lavoro è più limitato in Italia rispetto agli altri paesi mentre la risoluzione di problemi complessi sul lavoro è molto frequente.
  • Le competenze linguistiche e matematiche hanno un effetto positivo sulla riuscita nel mercato del lavoro e sulla vita sociale. Tuttavia, in Italia, gli effetti sul salario di tali competenze come del livello di istruzione sono più limitati che in altri paesi a causa del sistema salariale relativamente rigido. 
I risultati che emergono da questa indagine evidenziano quanto poco si è investito, nel recente passato, in istruzione, innovazione e cultura. Altri indicatori sociali ed economici, correlati con questi risultati, mostrano l'arretratezza in cui si dibatte l'Italia dove, per fare un banale esempio, metà della popolazione non ha mai usato Internet. Non sono fatti trascurabili perché incidono in modo sostanziale sullo sviluppo e sul progresso e quindi sul benessere delle persone.

27/03/14

Cantanti e politica internazionale

"Chi sa fa, chi non sa insegna" dice un vecchio motto. Molto spesso chi non sa non solo fa male il proprio lavoro, ma tende a fare anche il lavoro proprio di qualcun altro. Così i politici invece di fare buone leggi, fanno i commentatori politici e i retroscenisti, In questa logica anche cantanti, come Albano, si improvvisano commentatori e la TV dà loro spazio e visibilità per sentire il loro autorevole parere addirittura in tema di politica internazionale. Che voglia farsi arruolare come consulente del Ministero degli Esteri?
A parte le battute, quello che temo di più, però, è che ci siano parecchie persone che ascoltano con interesse le sue parole e che forse se ne fanno condizionare.



26/03/14

Chineasy, il cinese facile

ShaoLan Hsueh, una ragazza nata a Taipei che vive a Londra, ha avuto una geniale visione imprenditoriale molto interessante: provare a insegnare una lingua difficile come il cinese a coloro che vivono in Occidente. Per questo ha inventato un metodo chiamato "Chineasy" che insegna a leggere i difficili e numerosi ideogrammi che, come ricorda, esprimono concetti e non singole suoni come accade per le nostre lettere dell'alfabeto. L'idea è semplice: raccontare da cosa derivano gli ideogrammi e associarli a un'immagine partendo dai più semplici ai più complessi. Per vedere se il metodo funziona non resta che provare.